| Maree nere e isole di plastica |
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| Notizie - Ambiente |
| Scritto da William |
| Domenica 23 Maggio 2010 13:03 |
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La riflessione che ci ha portato oggi a volere pubblicare il video di seguito nasce dallo scontro tra due notizie, quella della tragica marea nera che da settimane è alimentata nel Golfo del Messico dalla falla della piattaforma della BP e quella della partenza del milionario ereditiero David Rothschild, che a bordo di una barca fatta con oltre 12.500 bottiglie di plastica navigherà l'oceano pacifico per raggiungere l'isola di spazzatura (the garbage patch - la pezza di spazzatura). La copertura mediatica della notizia della marea nera è giustamente molto forte, e fortunatamente viene riportata quotidianamente da tutti i telegiornarli, ciò che però ci domandiamo è come è possibile che un'isola di plastica grande più di due volte la Francia, causata dallo nostro quotidiano stile di vita consumistico che ci porta a buttare per poi ricomprare non emerga mai agli onori della cronaca, se non grazie a un eccentrico milionario che ha deciso di dedicare la sua esistenza a migliorare un po' quella degl'altri. L'incidente della BP, è drammatico e le conseguenze si avranno per decenni se non di più, certamente si poteva evitare, ma di fatto è un evento di cronaca. Noi come comuni cittadini non possiamo direttamente evitare disastri come quello avvenuto nel Golfo del Messico, quello che però possiamo fare è evitare che l'isola di spazzatura diventi un continente. L'isola di spazzatura, per lo più plastica che di fatto è non biodegradabile, nemmeno in minima percentuale, è composta da circa 7 milioni di tonnellate di rifiuti, ed essendoci più plastica che plancton, in questa vasta area oceanica, gli animali la scambiano per cibo e muoiono avvelenati o a causa occlusioni intestinali. L'invito è quindi quello di ridurre lo spreco di plastica, riutilizzandola, riciclandola o preferendo a essa materiali biodegradabili e compostabili. Se volete saperne di più dell'avventura di David Rothschild e della sua Plastiki visitate www.theplastiki.com.
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