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Solstizio d'Estate e Festa di San Giovanni PDF Stampa E-mail
Notizie - Eventi e manifestazioni
Scritto da Maria   
Martedì 21 Giugno 2011 09:23

Il 21 Giugno di ogni anno si verifica il Solstizio d'estate che identifica il giorno in cui il sole raggiunge la massima distanza dall’equatore. Ma è veramente l'inizio dell'estate? A quanto pare astronomicamente avviene proprio il contrario, infatti già dal 24 Giugno il sole, che ha appena superato il punto del solstizio, comincerà a decrescere, in realtà, il sole comincia a calare, fino al culmine delle giornate invernali.

Il 21 Giugno era considerato sacro nelle tradizioni precristiane ed ancora oggi viene celebrato dalla religiosità popolare con una festa che cade qualche giorno dopo il solstizio, il 24 giugno, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista.

E nella festa di San Giovanni convergono i riti indoeuropei e celtici esaltanti i poteri della luce e del fuoco, delle acque e della terra feconda di erbe, di messi e di fiori.

Una delle caratteristiche principali che lega un pò tutti i festeggiamenti della Festa di San Giovanni sono i fuochi d'artificio sul Lago di Como ad esempio La festa ha quasi sei secoli e commemora la devastazione dell’isola Comacina, il 24 giugno del 1169, da parte di Barbarossa, che con l'aiuto di Como ha dato fuoco all'unica isola del Lario e distruggendo nell'occasione ogni abitazione ivi presente. Le cronache narrano che alla rappresaglia dei comaschi ghibellini è seguita la distruzione di fortificazioni e case e della basilica di Sant’Eufemia che custodiva le reliquie dei Martiri donate nel quinto secolo da Sant’Abbondio; mentre i sopravvissuti e le reliquie si sono salvati sull’altra sponda del lago, a Varenna, ribattezzata Insula Nova. Narra una leggenda che tre secoli dopo l’orrenda strage, nel 1435, San Giovanni Battista in veste di pellegrino sia comparso per sorte a un isolano e lo abbia invitato a scavare sotto un noce. E così che i ruderi dell’antica basilica sono riemersi, insieme alla memoria storica degli isolani che gioiosamente hanno ricostruito la loro chiesa. Da allora, ogni anno, per San Giovanni Battista, si fa festa nel ricordo di quegli eventi. La sera della vigilia il lago viene sfarzosamente illuminato. Un tempo con lumini a olio posti nei gusci delle lumache lacustri, denominati lumaghitt; oggi anche con ceri collocati nelle barche, sui balconi delle case e nelle contrade. L’idea dei lumaghitt deriva dalla consuetudine di cucinare lumache in umido con polenta alla vigilia di San Giovanni. Un grandioso spettacolo pirotecnico “incendia” l’isola e la notte , sul lago illuminato da migliaia di lumaghitt galleggiantie gremito di barche, motoscafi e Battelli. Si ricordano così incendio e distruzione dell’isola, illuminando a giorno la Zoca de l’oli (il golfo tra l'isola e la terra ferma). La domenica, una processione di barche, dette lucie, pittorescamente addobbate e condotte da barcaioli in abiti tradizionali, riporta sull’Isola le reliquie dei martiri della Pieve di Isola.

Ma alla festa di San Giovanni sono legate anche altre tradizioni come quella delle streghe di S. Giovanni. Il 24 giugno è anche il giorno in cui, secondo le tradizioni italiane, le streghe si recano, in volo, verso il "Grande Noce di Benevento"; l'albero sul quale una dea lunare avrebbe sconfitto il diavolo, rimandandolo negli inferi. Nel rispetto di questa credenza, si sono sviluppati molti rimedi per evitare che le streghe si soffermassero, durante il loro lungo viaggio, in casa di qualche sventurato. L'uso del rosmarino e dell'ulivo benedetto e di un barattolo di sale e una scopa di saggina sull'uscio, erano ritenuti i più efficaci. Le streghe infatti, prima di entrare in casa, erano costrette a contare i chicchi di sale e i ramoscelli della scopa, cosa che richiedeva così tanto tempo da non permetter loro di finire prima della mezzanotte, momento in cui iniziava il giorno di San Giovanni, ed erano costrette a fuggire. Chi, invece, in quella notte non poteva mettersi al ripararo, si proteggeva nascondendo sotto la camicia le erbe di San Giovanni: iperico, aglio, artemisia e ruta. Il primo perché i suoi petali rossi erano ritenuti pregni del sangue del santo, il secondo perché è una pianta che protegge dalle creature malefiche (il nome sanscrito dell'aglio significa infatti "uccisore di mostri"), la terza perché è la pianta della dea Artemide e l'ultima, detta anche "erba allegra", perché è un'efficace talismano contro il maligno.

 

La notte di San Giovanni è anche una tradizione legata alla cultura contadina infatti le erbe colte all’alba del 24 giugno raddoppiano le loro proprietà, purché per reciderle non si utilizzino oggetti metallici. Con il magico mazzolino di 9 specie diverse, composto di artemisia, salvia, iperico, basilico, lavanda, felce, rosmarino, menta e prezzemolo, si può fare molto contro le energie negative. Consumarlo come tisana, immergerlo nell’acqua del bagno o seccarlo per essere conservato quale talismano.

Eccovi alcune ricetta di San Giovanni.

-Vino di artemisia per ritrovare l’appetito. Mettete a macerare, in un litro di vino bianco secco, cinque sommità fiorite della pianta, insieme ad un bastoncino di cannella e una manciata di petali secchi di rosa rossa. Dopo una settimana, filtrate il liquore e consumatene un bicchierino al giorno prima del pasto.

-Marsala di salvia contro la malinconia. Prendete delle foglie fresche di salvia e ponetele in un litro di marsala, lasciando in infusione per otto giorni. Filtrate e consumatene un bicchierino al giorno prima del pasto.

-Infuso di lavanda contro raffreddori e tossi ribelli. Fate un infuso con acqua bollente e fiori di lavanda. Filtrate e consumatene da una a tre tazze al giorno, dolcificando con miele e aromatizzando con una scorzetta di limone.

e infine.... potrete preparare anche il rinomato Nocino, tipico della Val Padana

 

Non ci resta che augurarvi un Buon Solstizio d'estate!

 

 

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