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Parchi e riserve: veri e propri laboratori per uno sviluppo sostenibile PDF Stampa E-mail
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Scritto da Adnkronos   
Lunedì 21 Dicembre 2009 22:16

I parchi come laboratori di sostenibilita', ossia modelli di sviluppo che possono esplorare e anticipare soluzioni allargabili poi anche all'esterno, e la riserva naturale del lago di Penne riserva-naturale-lago-di-penne"rappresenta oggi un importante progetto di sviluppo sostenibile a livello europeo" con l'obiettivo "di mantenere uno sviluppo economico compatibile con l'equita' sociale e gli ecosistemi, operante quindi in regime di equilibrio ambientale". Cosi' Fernando Di Fabrizio, presidente di Cogecstre, la cooperativa che cura tutti i servizi dell'oasi abruzzese in provincia di Pescara, spiega all'ADNKRONOS come si puo' crescere senza compromettere "la possibilita' delle future generazioni di perdurare nello sviluppo, preservando la qualita' e la quantita' del patrimonio e delle riserve naturali".





Obiettivi ambiziosi che il lago di Penne raggiunge lavorando su due vie: "il risparmio energetico attraverso l'ottimizzazione sia nella fase di produzione che negli usi finali (impianti, edifici e sistemi ad alta efficienza, nonche' educazione al consumo consapevole), lo sviluppo delle fonti alternative di energia invece del consumo massiccio di combustibili fossili". In linea con questi principi, la riserva Naturale Lago di Penne ha elaborato il progetto 'Energia per la terra'.

Il progetto, promosso dal Cea Antonio Bellini, prevede quindi l'utilizzo di diverse fonti energetiche alternative, che combinate tra loro, consentiranno l'autosufficienza energetica dell'intero complesso. L'11 ottobre 2004 e' stata inaugurata presso il Centro di Educazione Ambientale Antonio Bellini l'installazione di una cella a combustibile (fuel cell) per la produzione di energia elettrica da idrogeno. Nel Cea convive l'utilizzo di diverse fonti di energia; fotovoltaico, eolico, idrogeno e biomasse.

La promozione delle attivita' di fruizione del Lago di Penne e' effettuata secondo i canoni del turismo responsabile. Per questo, spiega Di Fabrizio "la nostra struttura aderisce ad Aitr, l'Associazione italiana turismo responsabile, insieme ad altre importanti strutture quali Wwf Italia e LegaCoop. E' una forma di fruizione attuata secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell'ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralita' della comunita' locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunita' locali e viaggiatori".

La Riserva Lago di Penne ha dunque contribuito alla crescita qualitativa e quantitativa del turismo del Comune di Penne, "favorendo la conoscenza e la valorizzazione delle tradizioni storico-culturali dell'area e dell'artigianato locale, nonche' lo sviluppo dell'indotto, con la nascita sul territorio di attivita' commerciali e di servizi per l'accoglienza connessi con le attivita' tradizionali della zona (agriturismi, ristoranti). Al riguardo peraltro la Riserva Lago di Penne presenta una posizione geografica favorevole: posta tra mare e montagna e' molto vicina sia al massiccio del Gran Sasso sia al bacino costiero Pescara-Chieti". La presenza della riserva ha reso infine la 'natura' accessibile a tutti: "con l'abbattimento delle barriere architettoniche e la realizzazione di apposite strutture accessibili ai disabili, proprio tutti sono in grado oggi di fruire di questo straordinario patrimonio comune".

I flussi di visitatori sono in continua crescita: nel 1989 furono censite, all'interno della Riserva, 1.448 presenze, nel 1997 furono 12.977, nel 2001 si arrivo' a 15.883. Con i residenti, gli ospiti e i soci Wwf, i visitatori superano le trentamila unita' annuali. Quanto ai progetti futuri, il presidente Cogecstre annuncia che "la riserva intende rafforzare il rapporto con l'importante centro storico del Comune di Penne, con lo sviluppo di nuove attivita' e servizi, in modo da rafforzare l'esperienza consolidata nella didattica e nell'educazione ambientale. Inoltre legare l'area protetta al sistema dei musei di Penne, con il recupero del Parco Caracciolo all'interno del centro storico, potra' contribuire a migliorare il rapporto tra la riserva e la citta'".

L'oasi, dunque, e' anche una realta' imprenditoriale che favorisce la crescita, la valorizzazione e la conservazione della comunita' locale, del patrimonio faunistico e naturalistico dell'area. In particolare la Riserva ha avviato un nuovo processo di sviluppo in linea con i principi di tutela delle risorse e, nello stesso tempo, di valorizzazione del paesaggio agrario; inoltre con essa vengono a crearsi nuove opportunita' socio-culturali ed occupazionali.

Alla luce di queste considerazioni risulta evidente che le principali linee programmatiche della Riserva, oltre alla conservazione del patrimonio naturale locale, sono anche di "fruizione dell'area protetta, di sviluppo dell'agricoltura biologica e dell'artigianato locale, dell'educazione ambientale, del miglioramento dei servizi ai residenti, e della ricerca scientifica".

In questa prospettiva negli ultimi anni sono state avviate alcune iniziative mirate a coinvolgere anche strutture esterne: Paideia (un progetto di educazione ambientale finalizzato alla costituzione della cooperativa), Alisei (cooperativa specializzata nell'educazione ambientale), Pedra (cooperativa che con il progetto 'La Fattoria del Tempo' sta realizzando un impianto per la promozione dell'ippoterapia), il Gallero (nuova cooperativa che si occupa di valorizzare le produzioni ecocompatibili della riserva di Penne), Samara (cooperativa che si occupa della ricettivita' con la gestione del Centro di Educazione Ambientale) e L'Arca (cooperativa che si occupa della valorizzazione dell'ambiente attraverso le immagini e la produzione di documentari).

Ma uno dei progetti di investimento piu' importanti condotti nella Riserva e' la realizzazione del Lapiss, Laboratorio per le aree protette italiane e lo sviluppo sostenibile, ubicato nel cuore dell'area protetta. In particolare l'obiettivo del progetto e' di diffondere una cultura ambientale; accrescere le capacita' direttive di coloro che si occupano della gestione delle aree naturali protette; fornire strumenti per la corretta pianificazione territoriale e promuovere l'educazione ambientale con un maggior coinvolgimento del mondo della scuola e dell'Universita'.

E non solo. Con questa iniziativa si vuole arricchire di nuovi obiettivi la funzione di vigilanza ambientale e monitoraggio della Riserva Naturale Lago di Penne; sviluppare forme di collaborazione con il mondo imprenditoriale per una nuova crescita sociale ed economica della societa' e offrire concreti modelli applicativi nel campo della gestione delle aree naturali protette. E quant'altro possa servire "per uno sviluppo sostenibile del territorio".

Ma Penne e' soprattutto una storia e le tappe piu' significative risalgono agli anni 80, quando un gruppo di giovani naturalisti iniziarono ad occuparsi della tutela del bacino artificiale: riuniti in Cooperativa e guidati da Fernando Di Fabrizio, hanno realizzato in 10 anni un'area protetta modello. Nel 1985 l'Amministrazione provinciale di Pescara istitui' a Penne un'Oasi di Protezione della fauna, vietando cosi' l'attivita' venatoria. La Riserva oggi e' un importante luogo di sosta e di riproduzione dell'avifauna stanziale, di passo e nidificante. La Nitticora, che e' anche il simbolo dell'area protetta, da diversi anni nidifica nella zona umida della riserva. (Adnkronos)

 

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